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A favore dell'integrazione, della vitalità di via Padova, di tutti gli abitanti, dell'inattesa
solidarietà di molti, e anche a sostegno della (lo sciopero italiano dei lavoratori stranieri, 1 marzo 2010). |
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Avete mai avuto occasione di osservare un incontro fra musicisti di diverse “etnie”, anche e soprattutto fuori da un palcoscenico? Più sono diversi tra loro, più forte è l’entusiasmo con cui si dedicano allo scambio reciproco. Attraverso misteriosi e inarrestabili canali comunicativi si riconoscono e partono alla conquista del tesoro. Iniziano ad accordarsi tra loro. Gli sguardi corrono dal fondo degli occhi alle dita sulle tastiere, sulle corde, tra le percussioni improvvisate. Tutti vanno in sollucchero. E’ la curiosità che spazza via le differenze. C’è anche l’istinto di rubarsi le tecniche, i saperi. E l’orgoglio di mostrare e dimostrare. Ogni diversità diventa un tesoro da fare proprio, rigenerare, riproporre mutato. E’ pura gioia. Divertimento bambinesco, voglia di vivere. Alla fine sono tutti fratelli e si salutano con sorrisi, complimenti, grandi pacche sulle spalle, gli ultimi chiarimenti su quel tempo dispari o quell’armonia in minore. E se l’indomani s’incontrano per strada, sono ancora amici, perché
ormai si conoscono da sempre.
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